Come si diventa Ranger

L’aspirante operatore di forze speciali viene scelto attraverso un iter selettivo di due settimane, un corso di formazione di base comune e di base specialistico della durata complessiva media di un anno e mezzo. La selezione, tirocinio iniziale e il corso Operatore Basico per Operazioni Speciali (OBOS), vengono svolti in maniera comunitaria al Centro Addestramento per le Operazioni Speciali (CEADDOS), dando alla fine una graduatoria di merito che orienterà l’aspirante, a seconda delle sue preferenze, verso uno dei tre reparti di Forze Speciali dell’Esercito: il 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”, il 185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obbiettivi e il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti Ranger, dove inizia la formazione di base specialistica, che nel caso del Corso per Ranger include 43 settimane.

Questo iter formativo ha permesso un graduale avvicinamento dell’inizio del percorso nelle Forze Speciali alla data di reclutamento, sino ad arrivare al primo concorso Volontari in Ferma Iniziale (VFI) per Forze Speciali nel 2025. Dopo l’addestramento post arruolamento presso i RAV, i volontari frequentano il corso di Paracadutismo presso il CAPAR di Pisa, assieme agli aspiranti tramite richiesta ordinaria tra Graduati, Sottoufficiali e Ufficiali, per poi essere indirizzati alle prime fasi selettive al CEADDOS.

FASE SELETTIVA E FORMATIVA DI BASE COMUNE

Complesso di attività selettive e formative condotte, a fattor comune, a favore di tutti i candidati/aspiranti “Operatori FS” volte a:

 – selezionare il personale idoneo all’impiego nei reparti FS, sia dal punto di vista atletico, sia dal punto di vista sanitario e psico-attitudinale;

 – fornire le conoscenze tecnico-professionali di base in materia di Operazioni Speciali.

La “Fase Selettiva e Formativa di Base Comune” è condotta e coordinata dal CEADDOS e si compone di:

 – “Corso Tecniche di Combattimento per le OS” (CTC-OS), esclusivamente rivolto al personale Mil. di Tr. – VFI in uscita dai RAV che abbia presentato istanza di adesione agli Iter FS: finalizzato all’acquisizione della preparazione di base al combattimento individuale ed al raggiungimento degli standard fisici necessari al superamento delle fasi selettive successive (corso attivabile su esigenza, non obbligatorio);

 – Prove Fisiche di Selezione: tese alla verifica del possesso dei requisiti atletici minimi per l’accesso all’Iter FS, prove che comprendono trazioni (minimo 10), parallele (minimo 15), flessioni (minimo 30), piegamenti addominali (minimo 40) e corsa di 2000 mt (max 8:20);

 – Tirocinio di Selezione: condotto allo scopo di testare il possesso delle caratteristiche psico-fisiche ed attitudinali per l’accesso all’Iter FS, dove i candidati sono mantenuti sotto costante pressione fisica e mentale, dormono poco, accumulano progressivamente stanchezza ed un forte stress, che dovranno imparare a sopportare e a gestire nel corso della selezione, senza avere reali possibilità di recupero e subendo una costante alterazione dei cicli naturali di attività e riposo;

Al termine della “Fase Selettiva di Base Comune” e dopo aver acquisito il brevetto di “Paracadutista Militare”, il candidato è idoneo a frequentare il Corso OBOS.

CORSO OPERATORE BASICO PER LE OPERAZIONI SPECIALI

(CORSO OBOS)

Il Corso OBOS ha la durata di 12 settimane e viene condotto, senza soluzione di continuità rispetto al Tirocinio di Selezione, sotto l’autorità del CEADDOS che si avvale anche di istruttori provenienti da tutti i reparti FS. Il corso è volto a far conseguire agli aspiranti operatori FS le capacità (basiche) del combattimento individuale e di team specifico per la condotta di Operazioni Speciali, nonché le procedure tecnico-tattiche comuni funzionali al conseguimento dell’interoperabilità tra i reparti FS. L’obiettivo è quello di fornire una formazione basica omogenea comune agli “Operatori FS” (di ogni categoria e grado) destinati ad alimentare le componenti operative dei reparti FS dell’Esercito. Il corso include lezioni teorico-pratiche quali topografia, radio e primo soccorso, addestramenti ed esercitazioni volti a fornire le nozioni teoriche e le capacità tecnico-tattiche fondamentali per la pianificazione e la condotta di Operazioni Speciali.

CORSO DI SPECIALIZZAZIONE DI BASE PER RANGER

Della durata di 43 settimane, si compone di corsi e attività volti ad abilitare il Ranger ad assolvere i compiti previsti per le NATO SOF (MA, DA, SR), attribuiti dal Mission Statement al 4° Reggimento Alpini Paracaduisti Ranger per la condotta di Operazioni Speciali, con particolare risalto alle attività derivanti dalla condotta di Azioni Dirette (Direct Action – DA) con dispositivi complessi ed anche sfruttando il principio della massa, in ogni contesto operativo e ambientale ponendo adeguata enfasi agli ambienti montano e artico.

Il corso si suddivide in più fasi, tra cui:

 – Fase di Combattimento per Ranger 17 settimane;

 – Corso basico e avanzato di alpinismo 7 settimane;

 – Fase di Combattimento in ambiente montano non innevato 3 settimane

 – Fase di Mobilità Anfibia 2 settimane;

 – Fase di Sopravvivenza e resistenza agli interrogatori (SERE) 2 settimane;

 – Corso basico e avanzato sci 7 settimane;

 – Fase di Combattimento in ambiente montano innevato 3 settimane;

 – Corso basico di maneggio esplosivi e breaching 2 settimane.

Al termine del ciclo addestrativo e solo se si è raggiunta la sufficienza su tutti i moduli, l’allievo viene insignito del Brevetto Ranger e transita nelle fila del Battaglione Monte Cervino, venendo poi impiegato come operatore in una delle 4 compagnie operative.

SUCCESSIVI AMBITI DI SPECIALIZZAZIONE AL

BATTAGLIONE OPERATIVO

Una volta conseguito il brevetto e inseriti in una delle quattro compagnie operative del Battaglione Ranger “Monte Cervino”, gli Operatori Ranger proseguono il proprio percorso formativo frequentando corsi nazionali e internazionali di elevato profilo, finalizzati all’acquisizione e al progressivo perfezionamento di una o più specializzazioni di pregio.

L’individuazione delle diverse specializzazioni tiene conto sia delle attitudini e delle propensioni del singolo operatore, sia delle esigenze operative e capacitive del Battaglione, secondo un percorso di crescita professionale che si sviluppa nel corso degli anni.

Gli ambiti di specializzazione sono molteplici e comprendono le qualifiche inerenti le capacità di operare in ambiente montano, artico e di alta quota; l’impiego come tiratore scelto in differenti scenari, da quello montano e urbano fino a quello desertico con amplia panoplia di arma e calibri; la guida e il coordinamento del supporto di fuoco aereo, terrestre e navale; l’impiego specialistico degli esplosivi nelle attività di Assault EOD (AEOD) e Breaching (BMOE); la responsabilità di binomi cinofili per le Forze Speciali (SOK9); nonché le qualifiche avanzate nel soccorso medico per le Operazioni Speciali, conseguite attraverso percorsi formativi nazionali, internazionali e in ambito NATO.

A queste capacità si aggiungono l’aviolancio operativo con la tecnica della caduta libera; la scorta e la protezione di autorità militari e figure istituzionali; l’impiego, l’assemblaggio e l’integrazione di sistemi unmanned, dai droni aerei delle categorie micro e mini ai sistemi terrestri (UGV); l’impiego specialistico di avanzati sistemi d’arma a tiro curvo, quali mortai e lanciagranate automatici, nonché di sistemi anticarro e anti-struttura; l’ottenimento di qualifiche internazionali e conoscenze via via crescenti nell’ambito del Combattimento Urbano.

Particolare rilievo assume inoltre il settore delle comunicazioni, nel quale gli operatori possono conseguire ulteriori specializzazioni nell’impiego di sistemi SATCOM e di trasmissione e gestione dei dati, fondamentali per assicurare il collegamento e lo scambio informativo anche negli scenari operativi più complessi e caratterizzati da marcata necessità di occultamento.

A queste si affiancano ulteriori specializzazioni di nicchia, sviluppate in funzione dell’evoluzione tecnologica, dottrinale e operativa delle Forze Speciali, accompagnata dall’aggiornamento e rafforzamento delle proprie capacità linguistiche grazie ai corsi in sede o alla Scuola Lingue Estere dell’Esercito e agli scambi di personale con enti formativi e reparti Special Forces statunitensi e di altre nazioni (10° Special Forces Group e 75° Ranger Regiment, UK Ranger Brigade).

Nel corso degli anni, questo processo continuo di formazione, addestramento e impiego consente all’Operatore Ranger di maturare un elevato livello di competenza in uno o più settori, fino a divenire esperto e, successivamente, istruttore della propria specialità. Tale crescita professionale è ulteriormente alimentata dalla frequente partecipazione a workshop, attività sperimentali militari e industriali, gruppi di studio e ricerca, in ambito nazionale e internazionale, favorendo il costante aggiornamento delle capacità e la condivisione delle esperienze maturate sul terreno.