
Nei giorni scorsi il Sottufficiale di Corpo del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti Ranger, 1° Mar. Enrico MERCURI, accompagnato da due Sottufficiali anziani del Battaglione “Monte Cervino”, coadiuvato dalla rete associativa dell’ANAPR, ha fatto visita al Generale Luigi TELMON, 94 anni, Ufficiale degli Alpini in congedo e figura profondamente legata alla storia degli Alpini Paracadutisti.
Il Generale TELMON comandò, tra il 1959 e il 1961, il Plotone Alpini Paracadutisti della Brigata Alpina “Orobica” e prestò successivamente servizio presso la Scuola Militare Alpina di Aosta, dove operò come istruttore e quale responsabile della Sezione Studi. Proprio in questo incarico avviò studi e sperimentazioni particolarmente innovativi nel campo della montagna e della meteorologia, che avrebbero successivamente contribuito allo sviluppo del servizio Meteomont.
I Sottufficiali del 4° Reggimento hanno portato al Generale TELMON e alla sua gentilissima consorte, Signora Bruna, il saluto del Comandante, Col. Paolo ROCCHI, e di tutto il personale del Reparto, ricevendo da entrambi una calorosa e affettuosa accoglienza.
L’incontro si è concentrato soprattutto sugli anni nei quali TELMON, allora giovane Tenente, comandò il Plotone Alpini Paracadutisti dell’“Orobica”, all’epoca dislocato a Merano, subentrando al Capitano Ernesto CAIAZZA, primo e leggendario Comandante del Plotone, costituito nel 1956.
Particolarmente vivi sono stati i ricordi dell’intenso ciclo addestrativo cui venivano sottoposti i militari di leva selezionati per diventare Alpini Paracadutisti. Nei diciotto mesi di attività, l’addestramento era continuo e finalizzato a garantire una preparazione di assoluto rilievo nella mobilità in ambiente montano, dallo sci alle attività su ghiaccio e roccia, affiancata dall’acquisizione di competenze in numerosi altri settori: impiego degli esplosivi, difesa personale, perfezionamento delle capacità natatorie e conseguimento di patenti. Il tutto era accompagnato da ascensioni alpinistiche, competizioni agonistiche di sci, atletica e tiro e da attività aviolancistica, che comprendeva almeno una dozzina di lanci, molti dei quali ancora effettuati con il Savoia Marchetti 82.

Tra gli episodi ricordati con maggiore orgoglio dal Generale, particolare rilievo ha avuto il lancio effettuato dal suo Plotone a Capanna Casati (3267 metri) e ascensione sul Gran Zebrù, a 3.859 metri di quota, il 18 luglio 1960, utilizzando il paracadute CMP 53: un’impresa eccezionale, compiuta in una zona di lancio posta a una quota straordinaria e rimasta impressa nella storia della Specialità.
Nel corso dell’incontro, il personale del Reggimento ha avuto a sua volta l’opportunità di raccontare al Generale la realtà odierna degli Alpini Paracadutisti Ranger, illustrandone l’evoluzione e i traguardi raggiunti nei diversi ambiti operativi e addestrativi. Dal confronto tra passato e presente è emerso con particolare evidenza come, pur nel profondo mutamento di mezzi, procedure e capacità, sia rimasto immutato quello spirito dinamico, innovativo e costantemente rivolto alla sfida e al superamento dei propri limiti che, fin dalle origini, contraddistingue la Specialità degli Alpini Paracadutisti.
Il congedo dal Generale TELMON e dalla Signora Bruna non poteva che concludersi nel segno della tradizione: una fotografia insieme, con le cime delle Dolomiti di Fassa a fare da sfondo, una vigorosa stretta di mano e quel “Mai Strack!” pronunciato con la stessa forza da generazioni diverse di Alpini Paracadutisti.
Un saluto che, ancora una volta, ha unito passato e presente nel segno di una storia e di uno spirito che continuano.




















