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Associazione Nazionale Alpini Paracadutisti

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Tiny, la piccola grande donna che si lanciò per prima con il paracadute

Fu la prima donna a lanciarsi da un aereo con il paracadute. La storia di Georgia “Tiny” Broadwick, che sfidò la gravità e le convenzioni del tempo, per inseguire il suo sogno

Era soprannominata Tiny, “minuscola”, ma Georgia Ann Thompson, che cambiò poi nome in Broadwick, è diventata una grande donna: la prima che ebbe il coraggio di saltare da un aereo in volo e atterrare utilizzando un paracadute. Dopo essere rimasta affascinata dal salto nel vuoto da una mongolfiera, accettò di buttarsi da un aereo, di atterrare in uno specchio d’acqua e di svolgere diverse dimostrazioni per l’aviazione militare, all’inizio della Prima Guerra Mondiale. Tiny è passata alla storia come la prima donna paracadutista, ricevendo per questo diversi premi e riconoscimenti.

Chi era Georgia Broadwick?

Georgia Ann Thompson nacque nel 1893 nella Carolina del Nord. Alla nascita, ultima di sette figlie, pesava meno di un chilo e mezzo e questo le valse il soprannome di “Tiny”, “minuscola“, un nomignolo che le rimase appiccicato per il resto della sua vita, anche perché, una volta cresciuta, risultò alta poco più di un metro e mezzo e con un peso di appena 36 chili. Divenuta una sposa bambina all’età di soli 12 anni e madre a distanza di poco tempo, dopo la scomparsa del marito dovette iniziare a mantenere sé stessa e la figlia. Per farlo, andò a lavorare in un cotonificio, nel quale passava fino a 14 ore al giorno. Quell’occupazione però non durò a lungo.

A cambiarle la vita fu uno spettacolo. Era il 1907. Georgia aveva 14 anni ed era andata a Raleigh, capitale della Carolina del Nord, per assistere al Jones Carnival. Quel giorno era in programma lo spettacolo The Broadwicks and their Famous French Aeronauts: un gruppo di artisti, saliti in cielo servendosi di alcune mongolfiere, si lanciava poi nel vuoto, atterrando con un paracadute. Tiny rimase affascinata da quell’esibizione: “Quando vidi la mongolfiera alzarsi, la guardai a bocca aperta mentre saliva al cielo e capii che non sarei stata più la stessa”, dichiarò Tiny, come ricordò The Blade in occasione del suo 80esimo compleanno. Georgia, allora, andò dall’organizzatore e proprietario dello spettacolo, Charles Broadwick, per chiedere di potersi unire alla compagnia.

Georgia convinse Broadwick, che la prese con sé come atleta, ma dandole anche il suo nome: così, Georgia Ann Thompson divenne Tiny Broadwick, conosciuta anche come “The Doll Girl“, perché durante gli spettacoli vestiva come una bambola, con calzoncini arruffati, fiocchi rosa e un cappellino sulla testa.

Il suo primo salto risale al 1908, durante la North Carolina State Fair, un’esposizione annuale di agricoltura. “Te lo dico, tesoro, è stato sensazione più bella del mondo”, disse, come riportato dallo State Archives of North Carolina, quando un cronista le chiese cosa avesse provato. Le sue esibizioni attirarono grandi folle e Georgia divenne il personaggio principale degli spettacoli itineranti, che si svolgevano in fiere, carnevali ed eventi all’aperto. La compagnia girò tutto il Paese, ma lo spettacolo in mongolfiera era ormai conosciuto e aveva perso il fascino iniziale. Una nuova sfida però attendeva Tiny e Charles Broadwick.

​Dalla mongolfiera agli aerei

Era il 1913. Tiny e Charles erano a Los Angeles. Poco tempo prima, il pilota Glenn L. Martin aveva dato vita a una fabbrica di aeroplani nel paese e, per finanziarla, aveva iniziato a fare acrobazie aeree. I tre si incontrarono e Martin, che aveva già visto saltare Georgia con il paracadute, le chiese se volesse provare a lanciarsi da uno dei suoi aerei. La piccola Tiny non si tirò indietro e accettò la sfida.

Per l’occasione, Broadwick sviluppò un particolare paracadute – che all’epoca era fatto di seta: il paracadute era ripiegato in uno zaino attaccato a una giacca di tela e comprensivo di un’imbracatura. Per eseguire questa impresa, Tiny era appesa a una sorta di altalena sospesa sotto la fusoliera dell’aereo, mentre il paracadute si trovava su uno scaffale sopra di lei. Quando l’aereo raggiunse l’altezza desiderata, la ragazza saltò, la copertura si strappò automaticamente e il paracadute si riempì d’aria, aprendosi. Così Georgia iniziò a galleggiare nell’aria, fino a quando non atterrò a Griffith Park. Con quel salto, il 20 giugno del 1913, Tiny divenne la prima donna paracadutista a buttarsi da un aereo.

Il salto fu un successo e tutto il Paese iniziò a conoscere Tiny Broadwick che, poco dopo, divenne anche la prima donna a lanciarsi con il paracadute su uno specchio d’acqua, il lago Michigan. Il 10 gennaio 1914, il Warsaw Daily Union raccontò una delle imprese di Georgia: “Una delle due donne, passeggere trasportate da Glenn Martin, è uscita dal suo aereo quando era a 850 piedi in aria – scrisse – Ha raggiunto il suolo in sicurezza e ha dimostrato, con soddisfazione di Martin, la praticabilità di un salvagente aereo. Gli spettatori hanno visto la ragazza cadere di 75 piedi come di colpo. Poi il paracadute attaccato sulle sue spalle si è aperto e lei è scesa gradualmente e senza alcun apparente sforzo di equilibrio. Martin ha detto di aver lavorato all’idea per due anni”.

Coraggio e determinazione portarono Tiny a lanciarsi con il paracadute centinaia di volte, senza mai perdere l’entusiasmo iniziale: “Respiro molto meglio lassù ed è così tranquillo essere così vicino a Dio”, dichiarò la donna.

Il contributo durante la guerra

La fama di Tiny arrivò fino ai funzionari del governo, che nel 1914 chiesero alla donna una dimostrazione sull’efficacia del paracadute. In Europa era iniziata la Prima Guerra Mondiale e diversi piloti erano morti perché non erano riusciti a uscire da un aereo in caduta.

Georgia acconsentì ed effettuò quattro salti dimostrativi nell’Isola del Nord di San Diego. I primi tre si svolsero come da manuale, senza incidenti: Tiny utilizzava un paracadute a “linea statica“, che si apriva automaticamente nel momento in cui la donna saltava e, con il peso del suo corpo, tirava la corda attaccata all’aereo. Al quarto lancio però la corda che collegava il paracadute all’aereo si aggrovigliò e, a causa del vento, Tiny non riuscì a risalire sul velivolo.

Senza farsi prendere dal panico, la donna decise di tagliare le corde, per potersi staccare dall’aereo e precipitò verso terra. Poi tirò il cordino e azionò manualmente il paracadute, che si aprì e permise a Georgia di atterrare senza incidenti. Quest’ultimo salto, il primo in caduta libera pianificato, dimostrò che non era necessario mantenere una cima attaccata all’aereo per permettere al paracadute di aprirsi, un meccanismo che diventò noto successivamente come “corda di strappo“. Tiny aveva mostrato ai soldati una possibilità per potersi mettere in salvo nel caso in cui si fossero ritrovati su un aereo in caduta.

Durante la sua attività di paracadutista, Georgia ebbe diversi incidenti: una volta atterrò in cima al vagone di un treno, un’altra si impigliò in un mulino a vento e ai cavi dell’alta tensione. Il suo ultimo salto risale al 1922, all’età di 29 anni.

Tiny, la “minuscola” donna diventata grande grazie al paracadutismo, ricevette numerosi premi e riconoscimenti, oltre alla nomina a membro onorario della 82a divisione aviotrasportata a Ft. Bragg, che gli avrebbe permesso di lanciarsi ogni volta che avrebbe voluto. Morì nel 1978 all’età di 85 anni.

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