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Associazione Nazionale Alpini Paracadutisti

MAI STRAC

Giù dall’aereo con un tricolore grande come un campo da tennis: parà veronesi nel Guinness dei primati

Angelo Pirana e Oscar Polo, di Colognola e San Bonifacio, entrano nel Guinness dei primati: hanno aperto in cielo una bandiera di 626 metri quadrati e pesante 40 chili

Un record documentato e supportato dallo staff dei due paracadutisti: lo SkydiveThiene diretto da Gianni Zanon, gli operatori video Valentino Boiocchi e Giovanni Piana, gli istruttori Giuseppe Munaro e Massimo Coppo e il comandante Mauro Tenani.

Già lo scorso anno i due amici, che fanno parte della squadra italiana di CRW, acronimo di Canopy relative work, cioè volo relativo a calotta aperta, erano entrati nel Guinness compiendo inizialmente l’impresa con una bandiera di 313 metri quadri e superando il record precedente di una squadra canadese con vessillo di 280 metri quadri.

I paracadutisti Angelo Pirana e Oscar Polo con la bandiera italiana srotolata in cieloAngelo Pirana e Oscar Polo poco prima del lancio

I paracadutisti Angelo Pirana e Oscar Polo con la bandiera italiana srotolata in cieloAngelo Pirana e Oscar Polo poco prima del lancio (RAMAM)

«È una sfida particolare per un primato altrettanto singolare: quello della bandiera più grande srotolata e tenuta in tensione tra due paracadutisti a calotta aperta, che non prevede premio, salvo l’apparire nel libro dei Guinness. Solo costi, quindi, in denaro, impegno e ingegno», sorridono Angelo e Oscar, «perché portare in volo vele di centinaia e centinaia di metri quadri richiede anche di inventare e realizzare da sé sistemi e materiali adeguati. Il tutto in sicurezza, in quanto fare un groviglio a certe altezze sarebbe molto pericoloso».

Però si sa, la passione è grande, «è tutto», precisano, «e ci spinge a fare anche cose antieconomiche e ardite come sventolare nel cielo la bandiera più grande che ci sia per il puro gusto di farlo».

L’impresa compiuta per la prima volta lo scorso anno da Pirana e Polo ha scatenato un confronto planetario. «Ha destato stupore nell’ambito paracadutistico nazionale e internazionale, perché avevamo agito in proprio, senza aiuti da parte di nessuno. È stato un successo clamoroso, ma anche una sfida che era ovvio qualcuno raccogliesse, prima fra tutti la squadra della brigata Folgore, dei paracadutisti militari italiani, che non ha lesinato uomini e mezzi per portare in volo una bandiera di ben 380 metri quadri. Poi», racconta Angelo, «sono arrivati anche gli inglesi di Army Devil a stracciare tutti con 450 metri quadri».

Davanti a tanto spiegamento, si pensava che per i due solitari parà veronesi, lanciatisi in ottobre con una bandiera veneta di 300 metri quadri, la partita fosse chiusa. «Invece non ci siamo dati per vinti», riferisce Oscar, «e abbiamo lavorato ancora più alacremente ottenendo il 626,098, risultato strepitoso». Basti pensare che le dimensioni della loro ultima bandiera aperta in cielo «equivale a un campo da tennis, fughe comprese, e pesa ben 42 chili», precisano i due amici che non si fermeranno qui. «Ci abbiamo preso gusto», ammettono, «perché è un’impresa che si autoalimenta. Si possono fare bandiere di misure ancora più grandi e ci sono pure nuovi cieli da solcare sopra altri Paesi…».

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