Francesco, il nonno volante si lancia (ancora) con il paracadute per i suoi 90 anni

Nuova impresa con il paracadute per Zampicinini, salito a 4.200 metri l’undicesima volta da quando ha compiuto 80 anni

Il «nonno volante» Francesco Zampicinini non finisce più di stupire e per i suoi 90 anni si è fatto per regalo l‘undicesimo lancio col paracadute, uno per ciascuno dei suoi ultimi 11 compleanni.

Infatti, a partire da quando compì 80 anni, il nonnino più temerario dell’Est veronese ha ripreso a lanciarsi in tandem col paracadute, superando così i 1.500 lanci nella sua lunga vita. L’arzillo novantenne, che gode di ottima salute, il 19 settembre ha festeggiato a casa il 90esimo taglio della torta.

Il sabato successivo, 26 settembre, è stato accompagnato dal nipote Nicola Zampicinini e dalla nuora Alessandra Carpene all’aeroporto di Cremona. Qui, indossate tuta e attrezzatura da lancio, è salito assieme a loro, al pilota, al copilota, a tre istruttori e all‘amico Attilio Traverso di Arcole, come filmaker, a 4.200 metri di quota e da quella altitudine si è buttato nel vuoto col suo istruttore. Lo hanno seguito sia la nuora Alessandra, al suo primo lancio, e il nipote Nicola, alla seconda esperienza. 

I dieci lanci precedenti

I 10 precedenti lanci, dagli 80 agli 89 anni, il «nonno volante» soavese li aveva fatti dall’aeroporto di Thiene (Vicenza), ma per il novantesimo ha scelto i cieli lombardi. Emozionato e felice di esserci riuscito ancora una volta, dopo l’atterraggio è stato immortalato dai parenti e da altre persone con due ali d’angelo sulle spalle.

Proprio al suo compleanno, i nipotini, ossia i figli del figlio Andrea e di Alessandra (Andrea si era lanciato con lui lo scorso anno) gli hanno preparato e donato un cartellone colorato, con disegnati lui col paracadute e una frase per incitarlo: «Nonno non smettere di lanciarti».

La sfida

Uno stimolo per la sua lunga vita ed un traguardo, che viene spostato più avanti, di anno in anno. «Se starò ancora bene mi lancerò anche l’anno prossimo per i 91 anni», promette l’audace paracadutista. Ma i suoi cari, alla festa di compleanno, gli hanno chiesto molto di più: «Vogliamo il lancio dei record a 100 anni». È questo dunque il suo sogno nel cassetto: arrivare a «volare» al secolo di vita. 

Il «nonno volante» è diventato paracadutista nel 1956, durante il servizio militare tra gli Alpini paracadutisti, e durante il sevizio di leva, a 21 anni, ha fatto i suoi primi lanci, quasi tutti in altura. Dopo il militare, ha proseguito a lanciarsi anche in competizioni di livello nazionale: è arrivato settimo in una gara interregionale e sesto in un’eliminatoria per i campionati mondiali, dove si è misurato con professionisti.

Ha fatto parte della squadra dei parà Canon di Verona, ai tempi dello scudetto dell’Hellas, tanto da lanciarsi sui cieli scaligeri ed atterrare una volta dentro l’Arena ed un’altra allo stadio Bentegodi, portando il pallone della partita. 

Poi ha deciso si sospendere i lanci e di dedicarsi ad altre attività sportive, non meno pericolose, come lo sci, ed è divenuto anche pilota di deltaplano. Nel settembre del 2016, al suo ottantesimo compleanno, ha voluto mettersi alla prova, ha rispolverato la vecchia tuta nell’armadio ed ha fatto il primo lancio in tandem col suo istruttore seguito da altri 10. Atterraggi sempre perfetti per il «nonno volante». 

FONTE: www.arena.it