Thomas, morto in moto andando al lavoro. La madre: «Pieno di idee e di entusiasmo. Alla guida era prudente»

Cresciuto nella frazione, viveva a Bassano con la compagna. Ha perso la vita nel Vicentino mentre andava al lavoro

La morte a 27 anni di Thomas Modesti in un incidente stradale il 27 luglio a Rosà, nel Vicentino, ha colpito la comunità di Costalunga, dov’era cresciuto e dove vivono la madre Isabelle Calì con il marito Cristian Biasin e il fratello minore Davis. Thomas lascia anche un fratello più grande, William.

Modesti ha perduto la vita in sella alla moto che aveva ottenuto in dono a 16 anni, una Husqvarna 125 da cross, certamente non una motocicletta che usava per correre. Infatti la madre non aveva timori, perché «Thomas era prudente».

Il 27enne si è scontrato con un’auto mentre stava andando al lavoro, al sacchettificio Sdr Pack, a Rosà, alle 11.30 di un’assolata mattina d’estate. Avrebbe dovuto iniziare il turno alle 12, come manutentore; il titolare dell’azienda, non vedendolo arrivare, si è preoccupato perché, sebbene Modesti lavorasse lì soltanto da aprile, aveva potuto apprezzarne le qualità, e una di queste era la puntualità. Ha provato a chiamarlo sia al cellulare aziendale sia a quello personale, senza risposta. E si è allarmato.

La polizia stradale di Bassano, intervenuta con gli operatori del 118 sul luogo dell’impatto, ha trovato il motociclista in gravissime condizioni. E nonostante il trasporto tempestivo all’ospedale di Bassano, è deceduto.

Fra le cause dell’incidente, al vaglio della Polstrada, sembra possa esserci stata una mancata precedenza dell’automobilista.

Il periodo veronese

Dopo aver vissuto per un periodo a San Bonifacio e aver lavorato per l’azienda Grena, Modesti aveva conosciuto a una festa Chiara Alessi di Bassano e i due avevano deciso di andare a convivere un paio di anni fa proprio a Bassano.

Thomas aveva un legame particolare con gli alpini, avendo servito nel Reggimento degli Alpini paracadutisti per un paio d’anni come volontario in ferma, una volta finite le scuole superiori a Lonigo.

Era stato a Pisa, poi a Livorno e, infine, nella caserma Duca a Montorio; poi si era congedato perché nel periodo Covid tutte le attività si erano fermate e lui aveva avuto bisogno di nuovi stimoli. «Thomas era fatto così», ricorda la madre, «mentre pensava a una cosa, ne faceva altre tre».

Allegro, solare, pieno di idee ed entusiasmo era un ragazzo che tutti amavano avere in compagnia perché era in grado di divertire e risollevare il morale e, «se qualcuno aveva bisogno, era il primo a dare una mano», continua mamma Isabelle. Era appassionato di musica e si dilettava come deejay in feste private.

Oltre all’amore per la compagna e alla diligenza nel lavoro, Modesti aveva anche un altro legame molto forte, con il suo cane di razza Shiba Inu, Choko, che in questi due giorni, attende il ritorno del padrone. Non riesce a capacitarsi che non rientri più per coccolarlo e portarlo a fare una passeggiata.

La comunità di Monteforte, pur avendo perso i contatti con Modesti negli ultimi anni, ricorda il suo impegno come animatore nei grest parrocchiali e nei campi estivi organizzati dalla società di calcio. Il sindaco Roberto Costa, pur «non trovando le parole per lenire un dolore così straziante», esprime la «vicinanza personale e dell’amministrazione alla famiglia di Thomas».

Dopo aver giocato a calcio per qualche anno, Modesti aveva scelto il karate e aveva praticato quest’arte marziale con impegno per alcuni anni. La sua attenzione agli altri ha indotto la famiglia a scegliere la donazione di cornee e tessuti. Non è ancora arrivato il nulla osta per le esequie, perciò la salma del giovane dovrà rimanere nelle celle mortuarie di Bassano. Tornerà al paese d’origine solo per il funerale, che probabilmente sarà celebrato nella chiesa di Costalunga.