Prima Guerra Mondiale. Uomini, Soldati, Eroi.

In questa straordinaria, spettacolare e rarissima Fotogafria, ecco come gli osservatori dei Draken per le artiglierie venivano alzati fino alla quota di 1000 metri per segnalare i bersagli.Testo tratto da “Il Fronte del Cielo” Verso la fine del 1884, il Ministero della Guerra decise di costituire una Sezione Aerostatica che entrò in funzione il 1 gennaio 1885 al comando del tenente del Genio Alessandro Pecori-Giraldi. Inquadrata nella 6^ Compagnia del 3° Reggimento Genio di Firenze fu dislocata a Roma, dapprima presso il Forte Tiburtino, poi a Castel Sant’Angelo. La nuova specialità entrò in azione il 14 gennaio 1888, quando uomini e mezzi raggiunsero il porto eritreo di Massaua per partecipare alla campagna militare del Corno d’Africa. La Sezione Aerostatica partecipò alle grandi manovre del Regio Esercito, anno 1911, che si svolsero nel Monferrato, per poi partire per la campagna di Libia. Rientrati in Italia nel 1913, gli aerostieri furono oggetto di nuovi provvedimenti ordinativi per la riorganizzazione della componente aeronautica che si concretizzarono il 28 agosto 1914 con la creazione di un Ispettorato Aeronautico, autonomo rispetto all’Arma del Genio con a capo il generale Mario Moris.L’anno successivo, nel gennaio del 1915, nasceva il Corpo Aeronautico Militare, composto da un Comando di Aeronautica (aviatori) e un Comando di Aeronautica (dirigibilisti e aerostieri) dal quale dipendeva il Battaglione Aerostieri al comando del magg. Arturo Malingher. Il Battaglione Aerostieri era responsabile dell’allestimento e dell’impiego delle sezioni da campagna e da fortezza, compresa la ricezione, l’equipaggiamento e l’addestramento delle reclute. Il reparto era composto, oltre alla sezione comando, da due compagnie aerostieri, una compagnia deposito ed una compagnia treno. I vecchi palloni di tipo sferico furono sostituiti dai drachen e si puntò ad una maggiore disponibilità di mezzi e quindi ad avere in campo un maggior numero di sezioni. Il parco aerostatico, all’inizio delle ostilità, con una esperienza trentennale, mobilitò 6 sezioni campali, 4 sezioni da fortezza e 3 sezioni di artiglieria, con 18 mezzi aerostatici. I compiti affidati al parco aerostatico, proiettato verso il fronte isontino, furono l’osservazione del campo di battaglia e del tiro di artiglieria nel settore dei medi e grossi calibri. Le sezioni campali furono disposte ad una distanza di circa 4-5 chilometri dalle linee per salvaguardare le stesse dal tiro diretto dell’avversario. I mezzi in dotazione, ed in particolare gli involucri tipo Drachen, erano stati forniti dall’industri tedesca ma, come è ovvio, nell’agosto del 1914, questa possibilità venne a mancare e fu necessario rivolgersi all’industria nazionale, priva di esperienza nel settore. Nel luglio del 1915 le sezioni da campagna furono meccanizzate con telai Fiat e l’adozione di autocarri Fiat 18BC per il verricello di manovra. La mobilitazione delle sezioni da campagna richiese un periodo di tempo di circa un mese e le uniche sezioni pronte all’impiego all’atto della dichiarazione di guerra furono la sezione della Piazza di Venezia, accantonata a San Nicolò al Lido e quella di Verona, che si decise di inviare frettolosamente sull’altopiano di Asiago. Alla data del 26 maggio 1915 la maggior parte delle sezioni aerostatiche campali erano a Roma.La decisione di inviare l’8^ sezione aerostatica sull’altopiano non mancò di suscitare perplessità e critiche, in quanto in una zona montuosa l’osservazione era garantita da diversi e buoni posti di osservazione naturali. Il 24 luglio 1915 fu costituita ad Udine, la 1^ Colonna Autonoma Gas, destinata a fornire il supporto logistico alle sezioni aerostatiche mobilitate in quel settore. Le sei sezioni campali del Corpo Aeronautico si mossero da Roma l’8 giugno (1^, 4^, 5^ e 6^), seguite due giorni dopo dalla 2^ e 3^ sezione. Al fronte vi erano gìà la 9^ sezione dislocata a verso Buni (Cormons) e la 10^ nella zona di Passariano. Il primo attacco diretto fu subito dalla 9^ sezione, che dislocata troppo vicino al fronte, venne bersagliata da proiettili tipo shrapnel, che pur non mietendo vittime, misero fuori combattimento il pallone già gonfiato. La 1^ sezione fu avviata ad Udine a disposizione del Comando Supremo, la 4^. La 5^ e la 6^ il 10 giugno erano a Cormons, mentre la 2^ e la 3^ l’11 giugno erano a Portogruaro. Ogni sezione era composta tipicamente da 6 ufficiali, 120 sottufficiali e uomini di truppa, dei quali 80 aerostieri e 40 ferrovieri. Il supporto al movimento era inoltre fornito da 72 quadrupedi e 12 carri a quattro ruote (un carro verricello, otto carri per il trasporto delle bombole di idrogeno, un carro per il trasporto del drachen, due carri per materiali vari. La dotazione era completata da una carretta a due ruote, una motocicletta e due biciclette. Le prime settimane di guerra evidenziarono l’inadeguadezza del trasporto animale e verso la fine di giugno si decise di rendere le 6 sezioni campali del Corpo Aeronautico autocarreggiate, come già erano quelle di artiglieria. Quindi in luglio dall’organico sparirono carri e quadrupedi sostituiti da 12 autocarri.L’attività dei reparti aerostieri era condizionata dalla presenza delle montagne che non permettevano ai drachen di sollevarsi ad altezze utili e quindi per l’osservazione erano preferibili cime e crinali. Quindi il settore preferenziale d’impiego fu dal Sabotino al mare, cioè quello della 3^ armata, che aveva a disposizione tutte le sezioni tranne la 1^ e la 4^. Nell’aprile del 1916 fu mobilitata una nuova sezione, la 10^ e i palloni da 714 metri cubi furono rimpiazzati con qualli da 850. Le sezioni erano collegate l’una all’altra da linee proprie, e linee telefoniche indipendenti collegavano ciascuna di esse con il comando d’artiglieria di corpo d’armata e con i comandi di gruppo per i quali operava. I comandi di gruppo d’artiglieria avvertivano preventivamente la sezione interessata di quale fosse l’obiettivo prescelto, identificandone la posizione su una carta in scala 1:25000, quadrettata e numerata. Ogni quadretto rappresentava una superficie di un chilometro quadrato. Quando tutto era pronto la batteria che sparava annunciava telefonicamente alla navicella la partenza del colpo e con lo stesso mezzo l’osservatore comunicava dopo ogni colpo gli scarti stimati in direzione e gitatta riferendoli alla linea pallone-bersaglio, a quella batteria-bersaglio o al meriadiano ed al parellelo passanti per il bersaglio, a secondo degli accordi presi. L’osservazione poteva essere condotta in “modo semplice” quando fatta da un solo pallone o “per intersezione” se fatta da due. L’offensiva austriaca sull’altopiano di Asiago provoca lo spostamento su quel fronte della 1^ sezione, raggiunte poi dalla 6^ per artiglieria, cui si aggiungeranno la 1^ e la 5^ sempre della componente “per artiglieria”. Tali sezioni furono rapidamente riavviate sul fronte isontino con l’esaurirsi delle operazioni trentine.Al 1 gennaio 1917 l’ordine di battaglia degli aerostieri era il seguente: 1^ sezione a nord-est di Capriva, 2^ sezione a Isola Morosini, 3^ sezione a sud-ovest di Sdrausina, 4ì sezione a Castel del Monte, 5^ sezione a Polazzo, 6^ sezione a Vipulzano, 7^ sezione a Venezia, 8^ sezione a Chievo, 9^ sezione a Venezia, 10^ sezione a Lapai (Albania), 11^ sezione a Venezia. Nel capoluogo veneto c’era inoltre la 1^ sezione Speciale. L’8 aprile 1917 fu cambiato il sistema di numerazione delle sezioni mentre viene completato il passaggio al pallone da 1000 mc e si mettono in campo altre due unità, la 17^ sezione dislocata a Mariano nei primi giorni di maggio, e la 18^ giunta al fronte il 1 giugno nella zona di Vercoglie. Ridenominate Sezioni Aerostatiche Autocampali si assegnano loro nuclei di mitragliatrici per la difesa controaerei e si tenta di incoraggiare gli aerostieri ad affidarsi in caso di pericolo ad uno speciale mezzo di salvataggio, il paracadute, i cui primi esemplari vengono distribuiti agli inizi di luglio 1916. Con il ripiegamento successivo a Caporetto e l’attestarsi del fronte sul Piave, i reparti ae aerostieri furono concentrati tra Nervesa e il mare, con i comandi di gruppo a Preganziol e i reparti distribuiti tra le grandi unità in modo da realizzare una copertura uniforme del settore: 2^ sezione a Villorba, 11^ a Borgo di Lancenigo, 13^ a Pezzan di Melma, 7^ a Spercenigo, 4^ tra Roncade e Vallio, 10^ a san Giacomo di Villa Tedesca, 3^ a Meolo. Il 22 novembre 1917 erano iniziate a Roma, Forte Trionfale, le prove di collaudo di un nuovo pallone frenato di concezione interamente italiana: Progettato dall’ingegner Eugenio Prassone e dal maggiore Luigi Avorio, il pallone italiano, o AP, era più moderno sicuro e di facile manovra, nel 1918 arrivò ad equipaggiare la quasi totalità dei reparti da osservazione. Grazie alla raggiunta superiorità aerea, l’impiego dei palloni, ebbe nel corso del 1918, un ruolo importante per l’osservazione e il collegamento. Il 4 novembre 1918 erano sul fronte 44 sezioni campali.PER NON DIMENTICARE Foto Archivio Storico Collezione del Museo Nazionale del Cinema. 23 ottobre 1916Si ringrazia Pierangelo Botto per la preziosa collaborazione IL SOLDATO DIMENTICATO. La storia di Giovanni Battista Faraldi (Leucotea Edizioni Sanremo). In tutte le Librerie e Webstore.In pronta consegna su Leucotea Store:💕https://www.leucotea.it/…/product/il-Soldato-Dimenticato-1

1 commento su “Prima Guerra Mondiale. Uomini, Soldati, Eroi.”

  1. Maurizio 'mauri' Vianello

    Dei dirigibili a Venezia sapevo, di così tanta potenzialità di aerostati nonnino la immaginavo.
    Sapere non basta mai. Alp.Par.Mauri

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