Alta via della Grande guerra: un percorso per rigenerare natura, storia ed economia

L’itinerario di 200 chilometri inizia sul monte Pasubio e si conclude sul monte Grappa, collegando i quattro sacrari militari vicentini

Va visto nella prospettiva della rigenerazione storico-naturalistica della Prealpi vicentine il progetto dell’Alta via della Grande guerra: un percorso che inizia sul monte Pasubio e si conclude sul monte Grappa collegando i quattro sacrari militari vicentini, uniti finora solo idealmente. Manufatti che comprendono, oltre i già citati Pasubio e Grappa, anche quello del Cimone e di Asiago.

Duecento chilometri

I lavori a cura di Veneto agricoltura e Unione montana dei Sette Comuni sono cominciati a maggio. Ad oggi ci sono quattro cantieri aperti e, stando ai tecnici, si è al 25 per cento dell’attuazione dell’opera. Si tratta di un percorso lungo 200 chilometri finanziato con il denaro riservato alle celebrazioni del centenario della Grande guerra. L’investimento è pari a 947.280 euro, più o meno 5 mila a chilometro, 700 mila dei quali arrivano dalla Regione. Il costo rimanente è a carico della Provincia e dei Comuni. Un aggiornamento sulla realizzazione è avvenuto venerdì in uno dei luoghi simbolo della Grande guerra, il piazzale della Vittoria a Monte Berico. Con il presidente della Provincia Francesco Rucco, il sindaco di Schio Valter Orsi (consigliere delegato per questa iniziativa) e, tra gli altri, il colonnello Marco Manzone, comandante del 4° Reggimento alpini paracadutisti. Il quale ha ricordato che nelle Prealpi il reparto è impegnato in ricognizioni addestrative.

Le riqualificazioni

S’intrecciano più corde in questo progetto di Provincia, ente capofila, Regione e Comuni che vi hanno aderito. La prima è formata dal ricordo, che nel Vicentino è qualcosa di tangibile e organico alla storia delle contrade giacché, durante il primo conflitto mondiale, la provincia è stato fronte dal primo all’ultimo giorno. La seconda abbraccia la riqualificazione del tessuto economico e sociale dei paesi alla luce della crisi economica e del progressivo abbandono delle aree. La terza interessa la cosiddetta mobilità lenta che sta richiamando sulle Prealpi una nuova attenzione, anche storica, da parte di turisti stranieri. E che si traduce nella sistemazione dei sentieri Cai e negli edifici della memoria, dai Sacrari ai musei fino alle fortezze.

Cinque cronoaree

Gli interventi sono suddivisi in cinque cronoaree: Pasubio e Novegno, Monte Cimone e Valle dell’Astico, Altopiano dei Sette Comuni, Monte Grappa e Pedemontana vicentina. Nell’ambito del ricordo del centenario del milite ignoto proprio sul Cimone è in agenda la posa di una targa alla presenza di una pronipote di Maria Bergamas, la donna che nel 1921 fu deputata a scegliere, tra undici disponibili, il corpo del soldato non identificato che fu poi posto al Vittoriano. Il 3 novembre, invece, è in programma a piazzale della Vittoria, promossa e coordinata dalla Provincia, la cerimonia conclusiva dell’anniversario.

1 commento su “Alta via della Grande guerra: un percorso per rigenerare natura, storia ed economia”

  1. Eccellente iniziativa che aiuta a sensibilizzare il ricordo di quanto fu aspra la lotta sui nostro monti.
    Speriamo che i nostri giovani trovino interesse per mantenere la memoria e da monito perché la guerra è distruzione e morte.

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