L’Italia ammaina la bandiera in Afghanistan. Si avvia a conclusione la missione del contingente che accelera il ritiro dal Paese

HERAT- L’ammainabandiera di oggi, otto giugno, è stato particolarmente commovente, non solo per i presenti alla cerimonia voluta dal Ministro Guerini e dal capo di SMD generale Vecciarelli, ma anche per tutti coloro che quel tricolore lo hanno salutato ogni mattina, per 20 anni, prima di uscire col Lince, o levarsi in volo, o per andare ad addestrare l’esercito afgano oppure a cercare i terroristi in mezzo alle inospitali montagne di quel paese invincibile.
Il Generale paracadutista Beniamino Vergori è stato il terzo basco amaranto a comandare l’intero settore ovest della missione Nato. Prima di Lui nel 2009 e 2011,i Generali Castellano e Masiello.
Gli italiani sono a Kabul dal dicembre 2001, 2001 (Enduring Freedom fino al 2006, Isaf fino 2014, Resolute Support dal 2015)- inizialmente con circa 500 uomini per l’operazione “ISAF” (International Security Assistance Force), successivamente con cambi di obiettivi di missione ed aumenti di personale, fino ad arrivare a 4000 unità italiane impiegate.
Fu un altro paracadutista , il Generale Bertolini, a comandare nel 2003 il Contingente Italiano di Enduring Freedom. Dal suo incarico hanno dipeso per 3 mesi tutte le Forze Terrestri Italiane presenti nel Paese, con il compito di interdire ( con successo) l’uso della provincia di Khowst da parte delle milizie talebane con la Task Force Nibbio.

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