INTERVISTA AL COMANDANTE DEL COFS GENERALE S.A. NICOLA LANZA DE CRISTOFORIS

INTRODUZIONE

Il Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) è stato costituito il 1° dicembre 2004 alle dipendenze del Capo di SMD ed ha la competenza per le operazioni condotte dal 9° Rgt. d’Assalto paracadutisti “Col Moschin” Gruppo Operativo Incursori del COMSUBIN, 17° Stormo Incursori dell’Aeronautica Militare e del Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri (per le esigenze della Difesa).

Il motto – “etiam si omnes ego non” – Tratta da S. Paolo, la citazione, individua la determinazione dell’uomo eletto a vivere secondo virtù ed emergere dalla massa, sfruttando le proprie qualità morali e spirituali.

A seguire, l’intervista al Comandante del COFS, Gen. S.A. Nicola Lanza De Cristoforis, il quale ci permetterà di approfondire la conoscenza e al contempo, l’importanza strategica di questo Comando.

1.   Generale, quando e per quale esigenza è stato istituito il COFS?

Il COFS è stato costituito il 1° dicembre 2004, con lo status di Reparto Incursori paracadutisti interforze, sulla base di una decisione dell’allora Capo di SMD. La nascita del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) ha determinato un forte impulso a quella che, negli attuali scenari operativi, risulta essere una delle componenti capacitive principali della Difesa per il conseguimento di obiettivi a valenza strategica ed operativa. La costituzione di un Comando interforze, con la capacità di rapportarsi direttamente con le unità appartenenti al Comparto Operazioni Speciali (OS) e di esercitare dalla Madrepatria il Comando e Controllo (C2) di OS, direttamente o previa proiezione delle più idonee strutture organizzative per OS nei vari Teatri Operativi (Te. Op.), ha negli anni dimostrato un’eccezionale validità, consentendo alle suddette unità di operare con assoluta efficienza in scenari e contesti operativi ad alta intensità e di elevatissimo rischio, con brillanti risultati che hanno portato ciascuna Forza Armata (FA), nel tempo, a potenziare ulteriormente i rispettivi Comparti per le OS, in armonia con le direttive nazionali e NATO. Tale soluzione scaturisce dall’esigenza imprescindibile di disporre di capacità di assoluto affidamento, rispettando il livello di ambizione nazionale, che intende assicurare alla Difesa quanto necessario ma, allo stesso tempo, proscrivere ogni tentativo di proliferazione di nuove unità che possano costituire un mero duplicato di capacità già disponibili.

2.    Com’è strutturato il Comando e qual è la dipendenza gerarchica?

Il COFS è un Comando Operativo che possiede una struttura gerarchica costituita dal Comandante (COMCOFS), dal Vicecomandante (Deputy Commander – DCOMCOFS) e dal Capo di Stato Maggiore (Chief of Staff – COS).

Il COFS rappresenta l’organo di staff a disposizione del Sig. Ca.SMD in tema di operazioni speciali e dipende direttamente da quest’ultimo alla pari degli altri Comandi di Vertice Interforze quali il COI (operazioni convenzionali), COR (Comando Operazioni in Rete per la parte cyberwarfare) e COS (Comando Operazioni Spaziali).

3.   Quali sono i compiti del COFS?

L’impiego del Comparto per le Operazioni Speciali nazionale è disposto dall’Autorità di Vertice politico- militare o strategico-militare. Il Ca.SMD si avvale pertanto del COFS che lo supporta nell’implementazione delle decisioni politiche afferenti alle attività operative militari del Comparto OS e nell’individuazione del dispositivo militare più idoneo ad assolvere le Missioni assegnate al Comparto OS. Per l’impiego del Comparto OS il Ca.SMD si avvale del COMCOFS quale suo naturale interlocutore e consulente di settore. Al COFS, infatti, è devoluta la responsabilità di concepire, organizzare e condurre le OS, nonché di elaborare e armonizzare la dottrina d’impiego e l’addestramento interforze del Comparto OS sia per l’ambito nazionale che in contesti multinazionali.

4.   Nel 2008 il COFS è stato validato dalla NATO quale Comando di Componente per le Operazioni  Speciali nel quadro del NRF  (NATO  Response Force); può descrivere più dettagliatamente in cosa si traduce?

Il SOCC (Special Operations Component Command) è il Comando di Componente responsabile della concezione, organizzazione e condotta di OS in uno o più Teatri specifici. Tale articolazione risulta per sua natura interforze, inoltre, in contesti multinazionali, può assumere la connotazione Combined. In ambito nazionale, il COFS è il Comando deputato a costituire il framework (struttura) del SOCC, posto alle dirette dipendenze del COMINFOR, o Comandante Interforze (Joint Force Commander). Per la costituzione del SOCC, il COFS si avvale del supporto di componente delle FA, e dei Comandi delle Operazioni in Rete e Spaziali nonché di eventuali Enti/Comandi specialistici (es: assetti CBRN, IEDD/EOD, unità paracadutisti, unità navali/anfibie/subacquee, unità aeree, di supporto logistico ecc.). In ambito multinazionale e di alleanza, il SOCC viene costituito secondo il criterio framework, in base all’entità di forze, assetti e risorse rese disponibili dalle nazioni partecipanti. Il SOCC è generalmente posto direttamente alle dipendenze del COMJFC e, in tale ambito, si integra con le Componenti terrestre, marittima e aerea. Al momento il COFS si sta approntando per tornare ad essere il SOCC responsabile per la prontezza della NATO Response Force, ruolo già svolto in passato ma con un numero di numero di articolazioni di C2 e Reparti dipendenti decisamente più elevato.

5.   Generale, quali sono i Reparti operativamente dipendenti e quali sono, in sintesi, le loro peculiarità?

I Reparti per OS sono quelle Forze che appartengono, nell’ambito della propria FA, ad un bacino di Forze appositamente selezionate, formate, addestrate, approntate ed orientate alle Operazioni Speciali. Esse, per poter appartenere al Comparto OS della Difesa devono essere in possesso di specifici requisiti. Tali unità si suddividono in:

Incursori 9° Col Moschin
Incursori del 9° Rgt “Col Moschin”

reparti FS Tier 1 (Reparti Incursori). Esse sono Forze dedicate al Comparto OS della Difesa specificatamente selezionate, organizzate, addestrate ed equipaggiate per condurre, indipendentemente, congiuntamente con le altre unità del Comparto OS o in coordinamento con le Forze Convenzionali (FC), l’intera gamma delle OS Nazionali e NATO (Special Reconnaissance, Direct Action, Military Assistance, Hostage Release Operations e l’integrazione alle attività delle Agenzie di Informazione e Sicurezza della Presidenza del Consiglio), sotto il Comando e Controllo del COFS, al fine di supportare le attività militari della Componente OS in ogni contesto operativo e nell’intero spettro delle Operazioni militari.

Tali unità vengono impiegate prevalentemente in Missioni volte alla tutela degli interessi vitali e/o strategici della Nazione, in contesti caratterizzati da elevata sensibilità politica, sia all’estero sia sul territorio nazionale; in quest’ultimo caso operano in concorso alle Unità di Intervento Speciale (Un.I.S) del Ministero dell’Interno. Tramite l’impiego di tecniche, procedure e tattiche non convenzionali, unite ad una vasta ed innovativa dotazione di materiali, mezzi e sistemi d’arma, esse garantiscono capacità operative uniche, non replicabili da altre unità nazionali; il loro impiego deve quindi essere particolarmente oculato ed indirizzato prevalentemente alla condotta di azioni risolutive, che, malgrado il rischio fisico elevato, siano altamente paganti in termini di effetti. Le unità Incursori rispondono a specifici criteri di interoperabilità definiti dal COFS e possono operare in dispositivi interforze e/o congiunti integrando capacità operative complementari. Fanno parte di questo livello il 9° Reggimento d’Assalto “Col Moschin” per il dominio land,

Gruppo Operativo Incursori (GOI)
Gruppo Operativo Incursori (GOI)

il Gruppo Operativo Incursori della Marina Militare per il dominio maritime,

Incursori 17° Stormo AM
Incursori del 17° Stormo in azione

il 17° Stormo Incursori per la parte di integrazione con il dominio air (Special Operations Air to Land Integration – SOALI)

GIS Carabinieri
Gruppo Intervento Speciale dell’Arma dei Carabinieri

e le sezioni fornite dal Gruppo di Intervento Speciale dell’Arma dei Carabinieri.

reparti FS Tier 2 (Forze Speciali), ovvero il 4° Reggimento “Ranger” e il 185° RRAO. Sono unità validate dal COFS e dedicate al Comparto OS della Difesa specificatamente selezionate, organizzate, addestrate ed equipaggiate per condurre, indipendentemente, congiuntamente con le altre unità del Comparto OS o in coordinamento con le FC, l’intera gamma delle OS previste dalla NATO (Special Reconnaissance, Direct Action e Military Assistance), sotto il Comando e Controllo del COFS, al fine di supportare le attività militari della Componente OS in ogni contesto operativo e nell’intero spettro delle Operazioni militari. Tali unità vengono impiegate prevalentemente in Operazioni multinazionali NATO/EU/Coalizione a tutela degli interessi nazionali, in autonomia o in concorso alle unità FS Tier 1, al fine di integrarne, secondo le proprie peculiarità, le funzioni operative (joint functions) necessarie per la condotta delle OS.

reparti/unità Tier 3, appartenenti al Comparto delle Forze Convenzionali, che garantiscono il supporto alle FS Tier 1 e Tier 2.

La suddivisione su differenti competenze livelli di specializzazioni (Tier) delle pedine operative del Comparto, rispecchia le differenti attività assegnate, le differenti tipologie di impiego, le diverse capacità esprimibili e il livello di prontezza richiesto.

6.   Vi sono altri Reparti ad alta connotazione specialistica che supportano le OS a livello operativo; quali sono e cosa possiamo dire a tale proposito?

Per rispondere a questa domanda mi avvarrò di una delle cosiddette cinque SOF truths (verità delle FS) enunciate dal Comando delle Forze Speciali statunitense (SOCOM): “most special operations require non- SOF assistance”, ovvero che molte OS necessitano, per raggiungere il successo, del supporto di unità non appartenenti al Comparto OS ma in possesso di specifiche caratteristiche. Tali unità sono presenti nelle Forze Armate e rappresentano delle eccellenze specialistiche di cui il Comparto OS può avvalersi nel caso necessiti di un supporto specializzato. Tali unità comprendono: le Forze per Operazioni Speciali (FOS) recentemente istituite quali Forze Convenzionali orientate al supporto tattico delle FS, le unità di volo per OS;

Helocast 3° REOS – 4° Rgt “Ranger”

le Forze di Supporto alle Operazioni Speciali, in grado di costituire uno Special Operations Support Group (SOSG); l’unità cinofila (K9) per OS. In questa categoria rientrano anche tutti quegli assetti anche esterni ai Comandi Intermedi del Comparto, che contribuiscono all’assolvimento della Missione assegnata. Tra questi rivestono un ruolo particolarmente rilevante tutti gli assetti di proiezione strategica (aerea e marittima) e le unità specialistiche, tra i quali assetti IEDD/EOD, Cyber, Electronic Warfare, ISR, counter-CBRN, PSYOPS. Le unità individuate per fornire il supporto alle OS vengono coinvolte nelle attività addestrative, di pianificazione e di approntamento del Comparto OS al fine di garantire i livelli d’interoperabilità richiesti.

7.    Nel 2018 il Comparto FS ha visto l’ingresso del 185°RRAO e del 4° Reggimento “Ranger”; questo allargamento che significato assume?

L’allargamento del Comparto a questi due Reggimenti dell’Esercito ha contribuito ad un’ulteriore acquisizione di capacità specifiche a favore dell’assolvimento delle Missioni assegnate al COFS. In particolare, il reggimento Ranger è in grado condurre l’intero spettro delle attività tattiche previste dalla NATO (MA, SR e DA), essendo facilmente rapidamente rischierabile in area di operazioni. È specializzato nella condotta di Forcible Entry Operations, ovvero nella cattura di installazioni avversarie, oltre a operazioni offensive finalizzate all’occupazione e controllo di aree particolarmente sensibili (key terrain).

Aviolancio notturno per operatori del 4° reggimento Alpini Paracadutisti "Ranger"
Aviolancio notturno per operatori del 4° reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger”

Le attività tattiche tipiche del reggimento Ranger sono le azioni dirette quali i raids, le imboscate, gli assalti e le ricognizioni offensive effettuate sfruttando il principio della massa, garantito dalla struttura del Reparto ordinata per plotoni, anche ricorrendo al supporto di armi a tiro curvo (mortai leggeri e medi) in dotazione.

Anche il 185° Reggimento RAO è in grado di condurre l’intero spettro delle attività tattiche previste dalla NATO, ma si contraddistingue per la specializzazione nella condotta di attività afferenti alla SR ed in generale, quelle missioni info-operative in cui è richiesto un elevato livello di preparazione per garantire il successo. Strutturato su dispositivi numericamente ridotti, le attività tattiche tipiche del 185°RRAO sono:

Acquisitori Obiettivi del 185°RRAO in azione
Acquisitori Obiettivi del 185°RRAO in azione

l’acquisizione di obiettivi, le ricognizioni per l’apprezzamento della minaccia, le ricognizioni post-attacco (Battle Damage Assessment – BDA) e le Azioni Dirette che prevedano l’ingaggio di obiettivi con modalità stand off (ovvero non a contatto del bersaglio) guidando il munizionamento a distanza in modalità TGO (Terminal Guidance Operations, ovvero le comunicazioni elettroniche, meccaniche, vocali o visive che forniscono informazioni agli aeromobili e/o sistemi d’arma in avvicinamento al bersaglio riguardo alla sua posizione specifica).

8.   Generale, esercitare il C2 in operazioni d’importanza strategica a livello politicomilitare  non è certamente cosa semplice, come ci si prepara all’assolvimento di questo compito e di  quali professionalità ci si deve avvalere per ottenere la reale “Situational Awareness” che permetterà poi di prendere le decisioni più appropriate?

Essere al Comando di un’eccellenza che include tutte gli assetti di Forze Speciali della Difesa è sicuramente un compito complesso che richiede un livello di responsabilità notevole; oltre alla componente umana, rappresentata dal personale, che è la vera “forza speciale” su cui si articola il Comparto OS, vi sono molti aspetti da tenere in considerazione. In particolare, le Forze Speciali sono un mondo in continua evoluzione ed innovazione, competitivo, in cui bisogna essere costantemente aggiornati in merito alle procedure ed ai materiali per mantenere sempre il vantaggio sull’avversario. Uno degli strumenti più utili per restare al passo con questo mondo è sicuramente la rete, o network, stabilita con i Comandi per le OS dei paesi alleati e di cui il NATO Special Operations Headquarters (NSHQ) in Mons (Belgio) è veicolo, in quanto consente al COFS di condividere e scambiare esperienze e progetti. In merito alla capacità decisionale richiesta al Comando per supportare al meglio le proprie operazioni, essa viene garantita mediante una catena di C2 snella e diretta, delegando ai Comandanti dei dispositivi tattici e operativi impiegati in missione e addestramento la massima autonomia decisionale in linea però con gli ordini sanciti dal COMCOFS. E’ proprio questa caratteristica di demoltiplicazione fino ai minimi livelli decisionali che consente alle Forze Speciali di essere altamente efficienti ed efficaci in operazione; anche il singolo operatore conosce esattamente la missione da assolvere ed è preparato per eseguirla e garantire il C2 durante lo svolgimento, divenendo dei veri e propri “sensori” che forniscono al Comandante la “Situational Awareness” in merito a quello che accade in area di operazioni, agevolandone il processo decisionale.

9.   Infine, Generale, a suo avviso, come si evolverà in futuro il COFS in funzione del costante mutamento delle minacce e degli scenari operativi?

Facendo riferimento alla precedente domanda, va notato che, purtroppo, anche le minacce sono in continua evoluzione, in particolare per quanto attiene l’aspetto hybrid e cyber. Sono infatti in aumento gli eventi in cui organizzazioni terroristiche legate o meno ad attori governativi (i cosiddetti proxies) utilizzano attacchi sul piano cognitivo (ad esempio propaganda su piattaforme social network) e cibernetico. La condotta di OS, infatti, può richiedere che la Componente OS operi sfruttando le potenzialità intrinseche dello spazio cibernetico o cyberspace. In particolare, la Cyber-Warfare è intesa come l’insieme delle attività e delle Operazioni Militari pianificate e condotte allo scopo di conseguire effetti nell’ambiente cibernetico. Il supporto cibernetico alla Componente OS è fornito dal Comando Operazioni in Rete attraverso l’enucleazione di Cellule Operative Cibernetiche (COC). Tali cellule opportunamente inserite all’interno della Componente (SOCC/JSOTF), in funzione della Missione assegnata, possono fornire il loro supporto alle OS. In merito al piano cognitivo, il COFS si avvale dell’expertise del 28° Reggimento “Pavia”, a fronte di questi sviluppi tecnologici, il Comparto OS mantiene e manterrà in futuro la propria connotazione “fisica”, impiegando le proprie Unità per l’ingaggio, cinetico o meno, dell’avversario. Le evoluzioni in campo scientifico e tecnologico sono quindi viste come fattivi supporti agli operatori che si troveranno sempre di più a dover affrontare minacce con breve preavviso temporale (Time Sensitive Targets), difficilmente distinguibili e ingaggiabili. Per vincere questa sfida sottile e altamente competitiva è necessario che il supporto tecnologico consenta alle Forze Speciali di fare delle scelte corrette in anticipo, andando ad ingaggiare con precisione e discrezione i punti sensibili dell’avversario, prevedendone le intenzioni prima che quest’ultimo possa fare la sua prima mossa.

Ringraziamenti

Desidero ringraziare lo Stato Maggiore della Difesa per aver autorizzato l’intervista e il Gen. S.A. Nicola Lanza De Cristoforis per aver accettato l’invito e per la disponibilità.

FONTE: https://www.airholic.it

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