Esercito, il governo nomina Serino generale con la passione dell’Harley

Via libera in Consiglio dei ministri al nuovo capo di Stato maggiore dei militari in grigioverde. Sostituisce Salvatore Farina a termine incarico

È la prima nomina di alta amministrazione del governo di Mario Draghi. Pietro Serino, 61 anni il 3 giugno, è il nuovo capo di Stato maggiore dell’Esercito. Sostituisce alla fine del suo incarico il collega Salvatore Farina. Al Consiglio dei ministri lo ha proposto il titolare della Difesa Lorenzo Guerini. Serino, specialità trasmissioni, prende il comando di 95.669 militari (consistenza al 31.12.2020 secondo il Rapporto Esercito appena presentato).
Batte in volata altri due generali di rango: Francesco Figliuolo, alpino, comandante logistico dell’Esercito; Luciano Portolano, bersagliere, numero uno del Coi-comando operativo interforze.

La carriera militare
Capo di gabinetto alla Difesa dal 31 ottobre 2018, Serino si forma alla scuola militare Nunziatella di Napoli – a cui è tuttora molto legato – corso 1974/78, classe B del liceo scientifico. Poi supera i corsi all’Accademia militare di Modena. Suo collega di studi del 160esimo corso, tra gli altri, è Teo Luzi, oggi comandante generale dell’Arma dei Carabinieri. Serino si specializza anche all’Us Army College negli Stati Uniti in due diverse occasioni. È stato addetto per l’Esercito presso l’ambasciata d’Italia a Washington dal 2007 al 2010. Nel triennio 2013-’16 capo ufficio generale pianificazione, programmazione e bilancio dello Stato maggiore Difesa, prima ancora incarico analogo allo Stato maggiore Esercito. Uno specialista, nel gergo militare, definito «un finanziario».

Harley Davidson, passione infinita
Romano di origini reatine, sposato con due figli, tifoso militante della Lazio dagli spalti dello stadio Olimpico, cultore di storia militare e di Napoleone, tuttavia Serino ha una passione su tutte che non ammette rivali: l’Harley Davidson. Nonostante una foto tuttora in rete con la divisa di gala in sella a una Ducati, il nuovo numero uno dell’Esercito inforca sempre orgoglioso la sua Harley modello Road King. Rinuncia al suo aplomb in grigio verde per indossare ogni volta possibile i panni tipici dell’harleysta, dal giubbotto di pelle al foulard al collo: li mostra con entusiasmo sul suo profilo Facebook. Gli harleysti, come si può immaginare, hanno un senso di appartenza fortissimo. Per la cronaca, nelle recenti nomine del comparto sicurezza, ci sono sia altri harleysti sia appartenti al 160mo corso a Modena.

Le nuove nomine alla Difesa
Secondo le indicazioni del ministro Guerini l’Esercito ha un ruolo strategico nel piano nazionale vaccini, massima priorità per la Difesa. Il nuovo capo di Stato maggiore dovrà garantire l’efficienza organizzativa della forza armata nel programma sanitario. Il 26 febbraio, passaggio ufficiale di consegne tra Farina e Serino. Tutti però guardano ormai all’autunno. A fine ottobre scade il mandato di Enzo Vecciarelli, capo di Stato maggiore della Difesa, e di Alberto Rosso, capo di Stato maggiore dell’Aeronautica. Prima ancora, a metà settembre, finisce il triennio di Nicolò Falsaperna, segretario generale della Difesa-direttore nazionale degli armamenti. Sono tutti incarichi a quattro stelle, il top nella carriera di un militare. Per il governo Draghi, dunque, sfila una sequenza di nomine ai massimi vertici della Difesa.

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