“Satanas Bieli” del Cervino

Settantotto anni fa il 15 gennaio: la 1^ e 2^ compagnia del Btg. Monte Cervino, già duramente provate, si trovano da qualche giorno a Rossosch (l’80^ cp. era invece schierata a sud, nella zona di Selenji Jar) per un periodo di riposo tra i combattimenti e per attendere l’arrivo dei complementi per rinsanguare le file. La sera precedente il Comando del Corpo d’Armata Alpino, che aveva sede nella cittadina, si era trasferito a Podgornoje perché i Russi in avanzata erano troppo vicini. Erano rimasti in città solo 3 ufficiali superiori del Comando, col compito di organizzarne la difesa. Per questa c’erano a disposizione solo il Btg. Monte Cervino , a ranghi ridotti, un Btg. del 277^ Reggimento della Div. “Vicenza” (divisione di fanteria in forza al C.A.A.) e il XXX btg. Guastatori Alpini, oltre a pochi complementi appena arrivati.All’alba del 15, sotto una forte tempesta di neve, una Brigata di carri T34 si stacca dal corpo corazzato sovietico e attacca Rossosch, dove i nostri Alpini e Fanti si battono in maniera furiosa, sacrificandosi quasi al completo. Davanti a tutti i “Satanas Bieli” del Cervino. Ecco una veloce storia del Btg. in un mio articolo di qualche tempo fa per la rivista FOCUS Storia.L’episodio descritto nell’illustrazione (fatta realizzare ad Antonio Molino), si riferisce all’azione del “Cervinotto” Venerio Cauda, di Montà d’Alba (CN), che riuscì a infilare la bomba a mano nel portellone della torretta di un carro T34, schizzando al volo sul mezzo. Decorato al Valor Militare durante la Campagna di Russia, morirà poi nella lotta di liberazione, in Italia, nel 1944. Unica concessione pittorica di Molino è stata quella, per ragioni di spazio e di prospettiva, di far salire l’Alpino dal lato del carro (cosa pericolosissima coi cingoli in movimento) e non da dietro come avvenne realmente.
“PISTA!” “MAI STRACH!”

di Stefano Rossi

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